Entrare a Esxence è un’esperienza difficile da spiegare a chi non l’ha mai vissuta. Ma significa anche sapere, fin dal primo momento, che non riuscirai mai a sentire tutto.
Per qualche giorno ci si ritrova immersi tra fragranze, storie, materie prime e persone provenienti da ogni parte del mondo, accomunate dalla stessa passione.
Ogni corridoio nasconde una nuova scoperta, ogni stand un racconto diverso e ogni incontro può trasformarsi in un’occasione per guardare la profumeria da una prospettiva inaspettata.
Non si esce mai con la sensazione di aver visto tutto. Si torna a casa con nuove curiosità, nuove domande e, soprattutto, una wishlist decisamente più lunga rispetto a quando si è entrati.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti che amo di più di Esxence: la capacità di ricordarmi che, per quanto si possa conoscere questo mondo, c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire.
Le scoperte che mi porto a casa da Esxence 2026
Di Esxence 2026 mi porto sicuramente a casa una riflessione: l’evoluzione dei miei gusti olfattivi.
Negli ultimi anni mi era capitato più volte di mettere in discussione alcune delle mie certezze, ma durante la fiera mi sono ritrovata attratta da fragranze costruite attorno a note che in passato avrei probabilmente ignorato.
Ti avevo già raccontato della mia attrazione per i legni e le spezie, o di alcune interpretazioni della rosa che sono riuscite a conquistarmi nonostante il mio rapporto spesso complicato con i floreali.
Tra gli stand della fiera sono invece stata affascinata da due note principali: l’oud e l’incenso. Fino a qualche anno fa avrei associato entrambe a profumi troppo intensi o lontani dal mio gusto.
Oggi, invece, mi ritrovo ad apprezzarne le sfumature più eleganti, il modo in cui riescono ad aggiungere profondità e carattere senza necessariamente diventare protagoniste assolute.
La mia nuova wishlist
E questa nuova curiosità ha influenzato molte delle fragranze finite nella mia wishlist dopo la fiera. Tra tutte, oggi voglio presentarti le quattro che mi hanno colpito di più.
Chambre Secrèt di Reservation
Chambre Secrète di Reservation è stata una scoperta completamente inaspettata. Mentre ascoltavo il racconto dietro la collezione, questa fragranza è riuscita a rapirmi già dalla mouillette, e ancora di più una volta provata sulla pelle. La sorpresa è arrivata quando ho voluto scoprire le sue note principali: incenso e vaniglia.
Tonka Fever di Parfumerie Particulière
Un’altra fragranza che mi ha lasciata senza parole è stata Tonka Fever di Parfumerie Particulière. In questo caso la curiosità è nata sia dallo storytelling del brand – che trovo davvero affascinante – sia dal fatto che viene spesso indicata come una delle creazioni più amate della collezione. Ho deciso quindi di provarla insieme a Urban Insanity e devo ammettere che entrambe rispecchiano ciò che cerco ora in un profumo.
Mon Santal di Astrophil & Stella
Passiamo poi ad Astrophil & Stella, un brand che conoscevo già di nome ma che desideravo approfondire. Ho avuto l’occasione di esplorare diverse fragranze della collezione ma, tra tutte, quella che mi ha fatto esclamare “wow” è stata Mon Santal. Un profumo che mette il sandalo al centro della scena, accompagnandolo con sfumature cremose e vanigliate che, in qualche modo, mi hanno riportata al punto di partenza del mio percorso olfattivo.
Goudh di Fugazzi
Infine, non posso non citare Goudh di Fugazzi. Conoscevo già Passionfroudh e avevo apprezzato moltissimo il modo in cui il brand interpreta l’oud. Proprio per questo mi è stato presentato Goudh, che non avevo mai provato prima. E anche in questo caso posso dire che è stato “amore a prima mouillette”.
Guardando questa wishlist mi rendo conto in profumeria c’è sempre spazio per una nuova scoperta e per esplorare nuove sfumature olfattive.